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Che state a FAO?... il giorno dopo

Non ci sono state sorprese, per ActionAid International e per la società civile, durante gli incontri del Comitato per la Sicurezza Alimentare mondiale (CSA) che si è tenuto alla FAO dal 30 ottobre al 4 novembre 2006.
Infatti, nonostante la società civile denunci da tempo la mancanza di volontà politica degli Stati membri della FAO di risolvere il problema della fame nel mondo, il CSA non sembra aver preso atto della gravità della situazione e non ha dato un segnale di vera svolta. A dimostrazione della debole responsabilità politica dei singoli governi la loro scarsissima rappresentatività ai lavori del Comitato: erano infatti presenti soprattutto esponenti dei Ministeri tecnici - principalmente agricoltura e ambiente - e un solo capo di stato (Tanzania).

L’inerzia del Comitato di Sicurezza Alimentare si è manifestata anche nella mancata adozione delle misure previste dalla Dichiarazione della Conferenza sulla Riforma Agraria e lo Sviluppo Rurale del marzo scorso in Brasile. Nessuna azione e nessun progresso è stato registrato rispetto ai diritti delle donne sull’accesso alla terra e al loro ruolo nel settore agricolo.

La situazione della fame resta ad oggi estremamente grave: il rapporto FAO sullo Stato dell’Insicurezza Alimentare nel mondo 2006
evidenzia che ci sono attualmente 854 milioni di persone che soffrono la fame, numero mai calato dagli anni ‘90.

Per maggiori informazioni consulta la sezione sulle raccomandazioni e la valutazione di ActionAid International.


Cosa ha ottenuto la campagna?


Nonostante il risultato politico deludente, l’azione di denuncia e mobilitazione promossa da Che state a FAO? ha avuto molto successo. La poca attenzione generale dei media nei giorni del Forum Speciale ha però dato buon risalto alle azioni della campagna, anche alla consegna delle cartoline avvenuta di fronte al palazzo della FAO il 31 ottobre. L’iniziativa, parte di una più ampia mobilitazione della società civile nazionale e internazionale, ha rappresentato un momento di confronto con la FAO ed alcuni governi del Sud del mondo (Mozambico). Le firme raccolte negli scorsi mesi hanno raggiunto quasi quota 8 mila! Numerose le adesioni via web, molto sentiti e partecipati i contributi di chi ha aderito alla petizione, ottimo il contributo per la sensibilizzazione e la mobilitazione della società civile garantito dai Gruppi Locali di attivisti di ActionAid in diverse parti d’Italia.
Il sito web di Che state a FAO? non solo è stato un veicolo di comunicazione fondamentale, ma il suo aggiornamento tempestivo ha garantito un’ottima opportunità a tutte le persone desiderose di informarsi sugli eventi e di approfondire le tematiche e i contenuti legati al diritto al cibo e alla sovranità alimentare.

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