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La risposta di ActionAid

Gentile dottor Parsons,
abbiamo ricevuto e molto apprezzato la lettera di commento alla nostra campagna «Che state a FAO?». Come certamente lei saprà, l’impegno di ActionAid International è mosso dalla constatazione che centinaia di milioni di persone soffrono la fame: intendiamo farci loro portavoce e combattere l’ingiustizia di cui sono vittime.

Lei correttamente sottolinea che sta crescendo la preoccupazione che, a questo passo, l’umanità non riuscirà a mantenere l’obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero di coloro che soffrono la fame. La situazione è talmente drammatica che tale numero, anziché diminuire, continua ad aumentare: dal 1996 al 2006 il numero di bambini, donne e uomini che vanno ogni giorno a dormire a stomaco vuoto è cresciuto di 18 milioni.

Questo fallimento non è dovuto a catastrofi naturali, non è la conseguenza di calamità impreviste: è il risultato del mancato rispetto degli impegni assunti dalla comunità internazionale. Il Piano d’Azione del Vertice Mondiale sull’Alimentazione del 1996 è rimasto in massima parte lettera morta.

«Che state a FAO?» si propone dunque fare chiarezza sulle responsabilità dei governi, sulle promesse non rispettate, sui progressi e sui fallimenti nella lotta alla fame. ActionAid crede inoltre che il ruolo della FAO nel realizzare gli obiettivi del suo mandato sia cruciale nella lotta alla fame e debba pertanto essere supportato. L’organizzazione assicura quindi il proprio sostegno a una FAO forte, autorevole, più efficace nello stimolare i governi nazionali affinché facciano la propria parte fino in fondo e tengano fede agli impegni solennemente assunti per combattere la fame.

Lei manifesta il timore che il titolo della nostra campagna, «Che state a FAO?», possa generare un equivoco, cioè essere interpretato come una critica radicale alla stessa FAO. Le assicuriamo che in ogni occasione chiariremo al meglio la nostra posizione di richiamo ai governi e alla FAO a un impegno deciso e concreto verso il raggiungimento del primo tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. La nostra valutazione sul titolo della campagna, molto approfondita, ci ha portato a conclusioni differenti: riteniamo infatti che la domanda «Che state a FAO?» possa interessare, incuriosire e mobilitare un pubblico ampio, il che è certamente un obiettivo molto importante per tutti gli attori nella lotta alla fame. Desideriamo che persone di varia età – ma in particolare i giovani – facciano propria questa domanda, levando la loro voce verso chi, più di altri, ha enormi responsabilità nel combattere la fame nel mondo.

Siamo convinti infatti che gli attori che devono e possono fare la propria parte siano molti: i governi, la FAO, le organizzazioni della società civile ma anche i cittadini comuni: i cittadini che, con “Che state a FAO?”, intendiamo raggiungere e sensibilizzare.

Con stima e rinnovato desiderio di collaborazione.

Daniele Scaglione
Direttore della comunicazione
ActionAid International Italia

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